• Attribuzione

    Il contenuto del nostro ritiro quaresimale per il 2017 è a cura di Padre James Martin, sacerdote gesuita e autore di successo che vive a New York City. Il suo libro Le Sette Ultime Parole, da cui sono tratte queste riflessioni, è una meditazione sulle ultime frasi pronunciate Gesù sulla Croce. Il suo libro ci mostra come Gesù ci capisce pienamente e come possiamo rivolgerci a lui in ogni situazione della nostra vita. Le Sette Ultime Parole è utilizzato per gentile concessione di Harper Collins, e tutto il ritiro provvede ai link che consentiranno di acquistare il libro. La nostra speranza è che, attraverso i brani tratti da questo libro, potrai arrivare a vedere Gesù in una nuova luce ed entrare in una relazione più profonda con lui.

    Troverai qui una nuova sessione del ritiro ogni settimana. Poi potrai fare il ritiro secondo i tuoi ritmi, con i tuoi tempi, nel luogo che più ti si addice, usando il testo e l'audio per creare un tempo di attenzione in preghiera.

  • Benvenuto

    Benvenuti al ritiro di Quaresima di quest'anno. Un ritiro offre la possibilità di prendere le distanze dalle preoccupazioni pressanti della vita quotidiana, in modo da riflettere in preghiera sullo stato attuale dei nostri rapporti con Dio, con le persone intorno a noi, e con il mondo. Il periodo di Quaresima, durante il quale ci prepariamo a celebrare il Mistero Pasquale, la passione, la morte e la risurrezione di Gesù Cristo a Pasqua, è una grande opportunità per fare un tale ritiro.

    Per aiutare e guidare la nostra preghiera di quest'anno, stiamo riflettendo su Le Sette Ultime Parole. Queste parole sono gli ultimi sette frasi, o parole, pronunciate da Gesù appeso alla Croce il Venerdì Santo, come ci raccontano i Vangeli.

    Per introdurle, ecco le sette frasi::

    "Padre, perdona loro, perché non sanno quello che stanno facendo. "(Luca 23:3) 

    "In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso ". (Luca 23:43)

    "Donna, ecco tuo figlio. . . . . Ecco la tua madre" (Giovanni 19: 26-27)

    "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" (Marco 15:34; Matteo 27:46)

    "Ho sete." (Gv 19,28)

    "Tutto è compiuto". (Giovanni 19:30)

    "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito". (Luca 23:46)

  • Suggerimenti pratici

    Iniziamo con alcuni suggerimenti pratici che potrebbero aiutarvi se non avete fatto un ritiro simile prima, o essere un promemoria se necessario.

    La prima cosa da considerare è: quanto tempo siete in grado di dedicare a ciascuna sessione del ritiro? È bene decidere in anticipo e cercare di dedicare la stessa quantità di tempo ad ogni meditazione.

    I testi presentati in ogni sessione richiedono da 15 a 20 minuti, ma potresti desiderare di prenderti più tempo per prepararti, o decidere di far risuonare le mozioni che nascono dal ritiro nel corso di tutta la giornata.

    Il tema generale di questo ritiro riguarda il modo in cui le sofferenze che Gesù patisce lo rendono pienamente uomo ed in grado di capirci in tutto. La persona che noi preghiamo, l'uomo che aneliamo a seguire, colui che è risorto dai morti, ci capisce: perché ha vissuto una vita umana ed è un uomo che, in particolare nella sua ultima settimana, ha pienamente vissuto la sofferenza.

    Questo vuol dire che la sofferenza è l'unica parte importante della vita di Gesù. Infatti, non vi è stata mai nel corso della storia cristiana un'eccessiva enfasi sulle sofferenze di Gesù. Considerarlo semplicemente "Uomo della sofferenza" trascurerebbe il resto del suo ministero pubblico, che è stato di grande gioia. Le guarigioni di Gesù non sono stati solo la fonte di stupore, ma di gioia. E molte delle sue parabole e dei suoi racconti non sono stati visti semplicemente come saggi e intelligenti, ma anche divertenti, tali da suscitare ilarità.

    Gesù, non dobbiamo mai dimenticare, era una persona pienamente umana. Come tale, aveva un senso dell'umorismo e del divertimento pienamente umano. L’”Uomo della sofferenza” è quindi, il più delle volte, l'"Uomo della gioia". Ma dato che Gesù è pienamente uomo e pienamente Dio, egli è partecipe della conoscenza divina. Ma proprio perché è pienamente uomo, per parafrasare gli Ebrei, ci poniamo in relazione con un Dio che è vcinissimo alla nostra esperienza umana.

    Così abbiamo un Dio misericordioso, un Dio comprensivo, un Dio empatico, un Dio che conosce e capisce le nostre vite. È la forma più profonda di comprensione e compassione che il mondo abbia mai visto.

    In questo ritiro ci auguriamo di diventare più consapevoli di questo Dio che ci comprende e di riuscire ad entrare con lui in una relazione più profonda.

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